L’humus dell’editoria digitale

L’editore nordamericano The Pragmatic Programmer ieri, insieme a molti altri, ha protestato contro la SOPA (Stop Online Piracy Act) oscurando il suo sito per ventiquattr’ore. Potrebbe sembrare una voce tra le molte che in queste ore si leggono in Rete contro o a favore la legge che il governo degli Stati Uniti ha studiato per controllare la pirateria online. Tuttavia uno stralcio del comunicato pubblicato dai fondatori, Dave Thomas e Andy Hunt, è significativo e merita attenzione per chi, nel mondo non solo negli USA, si occupa di ebook ed editoria digitale.

Although this lack of DRM leads to our works being pirated, and despite the fact that we pay our mortgages and grocery bills from selling these works, we do not support the Stop Online Piracy Act (SOPA)…
[Sebbene la mancanza di DRM renda i nostri ebook piratabili, e nonostante il fatto che noi paghiamo il mutuo e i conti della spesa grazie alla vendita delle nostre opere, noi non supportiamo la Stop Online Piracy Act (SOPA)...]

Anche se gli ebook possono essere piratati e soprattutto anche se sugli ebook Pragmatic Programmer ha costruito da anni il suo core business, l’editore si schiera contro una legge che per contenere (forse) la pirateria dei contenuti protetti da copyright, rischia di limitare la libertà su Internet.

Per gli editori alle prese con il digitale una considerazione è forse possibile (e per una volta non riguarda la querelle DRM sì, DRM no): un mercato fondato sulla Rete non può esistere e proliferare senza il rispetto delle regole e delle grammatiche su cui Internet e il Web sono cresciuti.

Ovvero Pragmatic Programmers non potrebbe pubblicare, vendere e pagare i suoi autori, editor e collaboratori se Internet non fosse quella che è.

L’humus dell’editoria digitale va rispettato e salvaguardato, affinché possa crescere e proliferare.

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