Perché comprare e a quanto vendere un ebook?

Qualche giorno fa ho lanciato questo sassolino volutamente provocatorio :)

C’è stata una piccola coda di discussione qui.

La domanda – “che cosa veramente vendiamo o acquistiamo?” – era forse mal posta in quel contesto e poteva sembrare che io volessi far le pulci a qualcuno anche se ho espresso chiaramente la mia opinione positiva sul progetto 40K.

Apro quindi un supplemento e giro la domanda.

Perché comprare e a quanto vendere un ebook?

Quali sono le variabili che ne devono determinare il giusto prezzo?

I lettori sottolineano con forza che una leva è la convenienza economica, la percezione al risparmio che ognuno ha. Sacrosanto.

Ma si tratta solo di questo? Cioè compro un ebook solo se mi costa poco, molto ma molto di meno rispetto all’equivalente cartaceo? E quanto di meno mi aspetto di pagarlo?

Quindi, che cosa determina il giusto prezzo? (Ohoh… qui rasento le discussioni sui massimi sistemi :) )

Il discorso un tanto a pagina non è certo un paradigma applicabile (anche se per un editore è uno dei modelli per definire costi e valore di catalogo e magazzino) anche perché l’oggetto di cui parliamo di pagine spesso non ne ha (se l’ebook è in formato ePub o comunque “fluido”) e la carta non c’è più. Si potrebbe ricalibrare un tanto a battuta ma un testo non si valuta a kili come le granaglie, si valuta principalmente in termini di qualità.

Quindi, una variabile di cui tener conto nella determinazione del prezzo sarebbe la qualità. Ma si tratta sempre di una variabile difficile da definire su metriche oggettive.

In ogni caso ognuno può oggi decidere che un paragrafo di Mr. X vale più di un 1 milione di battute di Mr. Y. E per farlo può basarsi su un criterio proprio o riferire alle reti sociali, con i loro meccanismi di like, oppure tirare dei dadi (magari davanti a una birra al pub ;-) ).

Poi cos’altro?

Il fatto che ci sia o meno un DRM conta? Io lettore comprerei un ebook con DRM se costasse ancora meno dell’equivalente DRM free (o DRM social)?

Consideriamo qui che secondo me – ma è una convinzione che ho maturato di chi gli ebook li pensa e li fa da tempo rischiando di tasca propria – la bellezza di ebook è l’interazione che permette con il testo, e non parlo di multimedialità o effetti speciali del terzo tipo. Leggo ebook in formato ePub sul mio iPhone e in un attimo sono in grado di annotare un passaggio e postarlo in Rete. Se il libro è sempre stato un oggetto sociale, l’ebook lo è ancora di più. C’è poco da fare.

Quindi un ebook senza un DRM pesante mi permette maggiore interazione col testo, e mi permette anche di disporne come meglio credo (leggere il capitolo 1 su iPhone, il capitolo 2 sul mio PC, il capitolo 3 su un ereader a inchiostro elettronico, il capitolo 4 stampato su carta mentre faccio il bagno…).

In pratica un ebook DRM free mi offre un servizio di qualità migliore, quindi è giusto che costi di più rispetto all’equivalente con un DRM pesante?

Ancora, il fatto che un ebook sia di buona costruzione in termini di markup, sia stato accuratamente formattato nel rispetto degli standard e non semplicemente convertito da qualche automatismo che in un attimo serve un ePub, piuttosto che un PDF, in “un certo modo”. Che al suo interno i link siano attivi e che la copertina venga correttamente visualizzata in ogni ereader. Insomma che il file sia stato prodotto cercando di rispettare dei criteri di qualità, può contribuire a giustificare un prezzo piuttosto che un altro?

Infine, il fatto che un testo interessi (in potenza, la risposta la da solo il mercato quando il testo è stato rilasciato) a 1oo lettori, piuttosto che a centomila, che peso ha?

Certo il magazzino e il trasporto su gomma non esisto né per uno né per l’altro, ma per entrambi esistono i costi di realizzazione che qui ritornano a essere misurabili in maniera quantitativa. Scrivere, redazionare, editare, formattare XXXX pagine, o battute, ha un peso diverso rispetto allo stesso lavoro su xx pagine, o battute (anche se è vero che ci sono testi più o meno facili da realizzare e lavorare).

Quanto tutto questo deve o può incidere in questa fase di startup degli ebook italici?

Eccolo qui il pugno di sassolini che rilancio oggi.

Le risposte ragionevolmente arriveranno dal mercato, ma prima sarà, meglio sarà per gli ebook, IMO :)

11 commenti

  • Alla fine, ancora una volta, il prezzo lo farà il mercato. È vero che ci sono costi di produzione dipendenti dalla tipologia di testo, lunghezza e così via, ma se il prezzo risultante dovesse essere troppo elevato per il mercato si rischia un secondo flop (il primo, dieci anni fa, quando non c’erano i device). E nel determinare il prezzo, ruolo centrale viene dalla concorrenza. E il primo competitor non è l’equivalente cartaceo. E’ lo stesso ebook, senza Drm, gratis, sulle reti p2p.

  • fabiob scrive:

    Ya, le reti P2P sembrano fino ad ora essere state l’unico modello vincente di editoria digitale. Penso sia insindacabile.

  • [...] This post was mentioned on Twitter by 40k, Fabio Brivio. Fabio Brivio said: Perché comprare e a quanto vendere un ebook? http://bit.ly/cWy2NJ [...]

  • Riccardo scrive:

    Almeno all’inizio, sarei tentato di considerare il prezzo dell’ebook sulla base dell’equivalente cartaceo. Fai un ebook? E su carta quanto costerebbe? Mettiamo 10 euro, e poi se ne ricava il costo in versione digitale sulla base di una percentuale FISSA per tutto il catalogo (50% mi sembrerebbe ragionevole). Metodo sicuramente empirico, ma che consentirebbe di tenere conto di tutte le tue considerazioni.

  • Credo sia molto vero il discorso del markup, cosa che farebbe sperare in una riqualificazione in senso qualitativo del lavoro editoriale. Ho letto – e riportato – altrove di un possibile (o auspicato/auspicabile) ritorno alla dimensione artigianale dell’editore nella sua evoluzione digitale. Di sicuro quello del prezzo è uno dei tanti aspetti del libro digitale che spaventa gli editori italiani i quali, come è abitudine nazionale, prima di fare una mossa annusano l’aria e aspettano che siano altri a farla prima di loro. anche questo spiega il mercato asfittico italiano (poca potenziale domanda – ancor meno offerta, risultato: circolo vizioso)

  • @Marco, sul tema dell’artigiano degli ebook con me sfondi una porta aperta ;-)
    http://www.apogeonline.com/webzine/2010/02/24/leditore-alle-prese-con-lebook-appunti-dal-toc

  • Fabio, vedo (molto interessante e complimenti perché Apogeo è uno dei rarissimi esempi di editore illuminato in questo senso) ;)
    Mi ha colpito la frase “acrificando una soluzione raffinata in favore di una maggiore portabilità su più device”: è verissimo, ma che dire di quegli editori che fanno proprio dell’eleganza del layout e dell’impaginazione un loro punto di forza? In digitale questa caratteristica rischia di decadere o soltanto di trasformarsi in qualcos’altro?

  • @Marco il problema è complesso. Il digitale non è analogico. Un ebook non è un libro.
    Quindi pensare a un ebook come alla “fotocopia” digitale di un libro è limitativo.
    Si tratta di due oggetti editoriali ben diversi, e se in alcuni casi (banalmente testi “a correre”) possiamo oggi quasi replicare l’esperienza della lettura in uno spazio che ricalca il layout a cui siamo abituati nella carta, per i testi con layout complesso l’ebook va ragionato con maggiore attenzione.
    Se il layout è prioritario sul testo, allora è meglio orientarsi sul formato PDF, che garantisce portabilità e rispetto completo dell’impaginazione.
    Tuttavia un’impaginazione complessa può faticare ad adattarsi alla lettura su schermo.
    Ecco quindi che che arriviamo alla tua domanda: il layout complesso deve semplificarsi (decadere se preferisci) per adattarsi oppure la pubblicazione può essere completamente ripensata in termini di layout e formato digitale (esemplari in questo senso sono l’applicazione per iPad dei fumetti della Marvel, provare per credere, o l’app di Wired).
    Detto questo se l’oggetto è un libro fotografico, oggi come oggi nn vedo ebook che tenga ;-)

  • Non c’entra niente, ma proprio oggi ho iniziato a leggere il tuo “L’umanista informatico” su Kindle. E’ il titolo con cui battezzo il Kindle 3 appena ricevuto, ritieniti onorato ;)

  • Onorato sicuramente :)
    Ma lo hai convertito tu?
    Come renderizza sul Kindle?
    Io avevo testato solo l’epub.
    Cmq già sapere che si legge mi fa piacere
    ^___^

  • In effetti non renderizza benissimo, nel senso che è leggibile, la formattazione è integra, ma anche in orizzontale il carattere è piccolo. Comunque, basta leggere di giorno con una buona luce ;)
    Ne scriverò presto un post, sul Kindle, in cui parlerò anche di questo.

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