l’Umanista Informatico: perché?
25 febbraio 2009 by fabiobDa domani sarà in libreria l’Umanista Informatico.
Mi è costato molta fatica e anche se non so se verrà capito e troverà mercato, ne sono veramente orgoglioso. Penso di aver raggiunto esattamente il risultato che mi ero prefisso circa 4 anni fa, quando cominciai a pensarlo.
Ho scritto questo libro perché mi rappresenta.
Mi rappresenta professionalmente, come editor di manualistica di informatica e come uomo che lavora con le tecnologie per comunicare.
Ma mi rappresenta anche umanamente. Come laureato in Storia (e quindi come Umanista) che si è dovuto rimboccare le maniche per recuperare i vuoti tecnologici che l’università e la mia pigrizia avevano contribuito a scavare.
Senza falsa modestia penso di esserci riuscito. E se oggi pubblico un libro come questo non è perché l’editore per cui lavoro me lo permette in quanto suo dipendente, ma perché mi sono messo in condizione di farlo e prima ancora di pensarlo.
In 5 anni nessuno è mai venuto in redazione per propormi un libro simile. Eppure io ho sempre pensato che ce ne fosse un gran bisogno.
Perché? Perché il mondo ha bisogno degli umanisti. Il mondo del lavoro ha terribilmente bisogno di umanisti, e questo bisogno non può arrestarsi davanti ai limiti tecnologici di chi all’università ha studiato l’uomo e le scienze dell’uomo, trascurando le macchine.
Le macchine sono solo gli strumenti, e come tali bisogna pensarle e imparare ad usarle.
L’umanista impari questo e poi cominci la sua personale scalata alla conquista di quel posto che naturalmente gli spetta nella società dell’informazione, dove la comunicazione passa tra bit e byte…
…
Dopo la laurea nel 2003, frequentai un master di un anno, proprio in informatica e comunicazione.
Quello fu il mio ingresso nel mondo delle macchine. Un ingresso traumatico perché nn c’era tempo per imparare tutto e nn c’erano libri per noi umanisti. In compenso c’erano informatici che provavano a insegnarci l’informatica come la insegnano alle facoltà di informatica. Quelli del master furono 12 mesi nn semplici scanditi da momenti di profonda frustrazione.
Molto nn lo capivo e ancora oggi nn lo capisco, o almeno nn lo capisco come chi ha provato a spiegarmelo si aspettava. Altro invece penso di averlo compreso e attuato ben oltre le aspettative. Ma la differenza più grande è che oggi so che nn tutto mi serviva.
Difficilmente un umanista implementerà database complessi, o soluzioni di rete. O dovrà cimentarsi con la configurazione di server Linux.
Ma probabilmente un umanista dovrà muoversi sull’informazione, sul dato: per gestirla, recuperarla, riutilizzarla. In pratica per diffonderla, contribuendo alla nascita di nuovi ragionamenti. Che poi prenderanno forme di libri, articoli, pagine web, archivi, circolari, dispense… e tutti quegli oggetti che altro non sono che contenitori di pensiero.
Tutto questo è per me COMUNICARE. Di questo parlo nel mio libro.
Io ho imparato a farlo partendo da quanto ero riuscito ad assorbire durante il master, e proseguendo poi in un ambiente di lavoro senza dubbio ideale: un editore che pubblica di informatica e non intimorito dai curiosi, dagli uomini non tecnici di professione che si cimentano con la tecnologia.
Nell’Umanista Informatico ho spiegato alcune tecnologie per comunicare esattamente come io le ho imparate e messe in pratica, e soprattutto come avrei voluto che a suo tempo mi fossero insegnate.
Questa è la mia risposta al problema.
…
Ho scritto questo libro per me stesso e oltre alle parole qui ci metto la faccia.
Ma ho scritto questo libro anche per quelli che – come il me stesso di 5 anni fa – non pensano che per loro sia possibile, ma vorrebbero provare… Avrei potuto pubblicarlo a un prezzo ben più alto, ma su questo sono stato categorico fin dall’inizio con il mio editore. Nn volevo che un prezzo alto diventasse un altro problema per i lettori a cui mi rivolgo: studenti già alle prese con i conti dei libri dei vari programmi di esame. 7 euro e 90, scontato anche meno, nn è che una birra e un panino.
Di meglio nn avrei saputo e potuto fare.















12 commenti a “l’Umanista Informatico: perché?”
fra il 25 febbraio 2009... | Commenta
bravissimo
Riccardo il 26 febbraio 2009... | Commenta
un libro dal tema brillante e imperdibile, che deve essere capito e… sarà così!
S il 26 febbraio 2009... | Commenta
GRANDE
Laura il 4 marzo 2009... | Commenta
ma quando sarà in vendita al bennet?
(si puo dire bennet?? in caso censurami pure…)
ciau caro!
letizia il 5 marzo 2009... | Commenta
Per quanto può valere il parere di una cavia, il libro è un gran libro. Sei bravo fabio b
Claudia il 23 marzo 2009... | Commenta
Caro Fabio, come ti ho già scritto, è davvero un bellissimo libro, non solo utile ed esaustivo per ciò che esplicitamente vuole essere ma, per ciò che mi riguarda, anche grande spunto di riflessione personale… (come da blog). Davvero grazie.
Marco Pini il 27 ottobre 2009... | Commenta
Letto, apprezzato e recensito.
Un libro dei più intelligenti e utili che mi sia mai capitato tra le mani: complimenti!
fabiob il 27 ottobre 2009... | Commenta
Marco… ti ringrazio veramente
, ma quando trovo delle parole come le tue mi sento ripagato di tutto il tempo che ci ho dedicato. Grazie!
Questo libro è povero di soddisfazioni economiche, nel senso che nn vende un cavolo
Marco Pini il 5 novembre 2009... | Commenta
Guarda, la recensione in sè si rivolge ad un pubblico generalista, come quello del sito dove mi trovo a perdere un pò di tempo: http://www.ilmac.net/recensioni/umanista.htm
Il mio personale pensiero sul libro è più articolato.
Penso che in maniera intelligente e acuta arrivi al nocciolo della questione: il tema della gestione dell’informazione nell’epoca digitale.
In tanti preziosi volumoni di teoria e semantica si è letto tutto, da Negroponte (che ho avuto il piacere di conoscere personalmente – una delusione- in poi).
Ma se non si ha l’umiltà di mettere le mani in pasta da umanisti nella informazione che si ha a gestire non si capirà mai a fondo quali siano le opportunità e le necessità che il mondo offre a chi tratta di sapere umano.
Proprio il tuo approcio pragmatico mi ha aperto gli occhi non tanto su cose che magari confusamente intuivo ma sulla necessità di diventare “pratici” se si vuole spiegare queste cose a chi se le fa passare sopra.
Inoltre, proprio per questo, ho trovato il tuo contributo molto generoso: hai scritto un libro come andava scritto, non come andava scritto per essere venduto.
Io ho fatto fatica a leggerlo, i concetti tecnici richiedono fatica e applicazione, purtroppo i più rinunceranno persino ad acquistarlo, spaventati da righe di codice e da cose che credono non servano loro.
Ma il tuo sforzo, forse ingrato, ti rende ai miei occhi uno degli autori più generosi che abbia avuto modo di leggere.
Penso che ci siano inoltre ulteriori margini di promozione e diffusione del libro, sarebbe giusto non solo per te ma anche per chi ne trarrebbe giovamento!
A presto
Marco
fabiob il 5 novembre 2009... | Commenta
“il tuo sforzo, forse ingrato, ti rende ai miei occhi uno degli autori più generosi che abbia avuto modo di leggere.”
… come minimo se ti incontro ti pago da bere
Grazie!
Sara il 28 febbraio 2010... | Commenta
Ho letto proprio stasera di questo libro!
) a scuola, ho pensato di iniziare a formarmi per avvicinarmi al web design et similia.
Esperienza simile alla tua: laureata alla facoltà di lettere, pensavo di essere negata per l’informatica.
Dopo un’esperienza ( che sfortunatamente è ancora in atto
Devo ammettere di esserne particolarmente affascinata, anche se sono solo all’inizio.
Non vedo l’ora di leggere il tuo libro!
In bocca al lupo per il tuo lavoro…
fabiob il 8 marzo 2010... | Commenta
Ciao Sara, ti ringrazio molto e ti auguro di fare belle cose: le macchine sono affascinanti se capite e usate bene
Se leggi il libro fammi sapere cosa ne pensi..