Letture estive

Agosto mi ha permesso di leggere qualcos’altro dalle solite cose (ok, anche di scrivere delle solite cose ma questa è altra faccenda, come scrivevo due o tre post fa).

Mi sono letteralmente divorato Taccuino di una sbronza di Paolo Roversi, in anteprima visto che sarà in libreria da domani (ma del resto lavorare per un editore offre questi vantaggi). Ammetto che ero un po’ scettico, richiamarsi a mostri sacri come il buon vecchio Bukowski è sempre un rischio e a volte gli autori dovrebbero essere più umili. Ma invece sorpresa: libro bello bello bello e divertente. Se avete letto le opere del Vecchio e ne siete estimatori ma nn fanatici integralisti, Roversi vi strapperà più che un sorriso. Parola mia.

Poi, Su e giù con Amy Winehouse di Peter Fruit (sempre in anteprima perché sempre fatto qui da noi). E anche qui posso dire: bello e di più. Questo vecchio punkettone incaricato di inseguire giornalisticamente una giovane stella tossica dello show business. Le sue remore paternalistiche mischiate alla sua attitudine punk. Un flash di eventi ben incastrati e armonizzati. E tra le righe quello che è veramente il mondo della musica. Questo libro ti piacerà se: ti interessa Amy, ti interessa lo show business (magari perché sogni di entrarci), sei semplicemente alla ricerca di una lettura piacevole. Parola di editor in ferie :) .

Ma che nn si dica che tiro solo la ruota di chi mi paga la stipendio. A La solitudine dei numeri primi ho dedicato i giorni centrali di agosto, e che libro! Era tempo che nn leggevo qualcosa di cosi coinvolgente. E letto il profilo di Paolo Giordano ci sono rimasto di stucco: signori un genio, eclettico, creativo. E tutto questo a soli 24 anni… Sul finale, in quel velo di tristezza e tragedia che pervade tutto il libro, io ci trovo un qualcosa di realmente positivo: nn fatevi ingannare!

Ho infine anche cominciato a leggere Nessuno lo saprà del buon Enrico Brizzi. Diverso dalle opere che ne hanno decretato la fama ma sempre scritto col suo stile. Bello quasi intimista. Affascinante l’idea. Altra cosa è invece Tre ragazzi immaginari che raccomando invece a chi ha amato come me Jack e Bastogne, di cui è una sorta di ponte, almeno ideale.

Niente più. Ora per un po’ solo solite cose.

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