Una stagione ventosa

Dunque. Dove eravamo rimasti? Vediamo – ancora una volta – di fare il punto.

Tra caldo afoso e fresche birre sono reduce da un WE in Toscana che ha segnato la mia pelle delicatina. Il sole nn perdona e io nn imparerò mai. Uh!

Quindi rosso e arrostito è il Fabiob che scrive queste righe. Ma poi? Mi si dice profondo, riflessivo, sensibile, uno che ha viaggiato, interessante, “filosofo” pure. Possente, con una bocca strana, occhi piccoli, naso che va per la sua strada… e qui in effetti …

Ma nn solo. Emozionato e irrequieto come nn mai. Due volte uomo, due volte bestia come nn mai. Indaffarato a gestire un sagittario ascendente su un sagittario di segno.

Contento. Perché vivo. Vivo perché emozionato. Emozionato perché… …

Ma anche consapevole. Di nn sapere tutto, di nn capire tutto, di nn potere tutto. E nel tutto, immaginerete, ci potete trovare i motivi delle emozioni e dell’irrequietezza. Che è altra da quella dei mesi passati.

Ebbene sì. Fabiob teme. Il riflessivo, possente, viaggiatore, teme. Questa faccia che pare impastata, a tratti si illumina e a tratti si oscura. Nn è materia nuova. Nuovo è forse che lo scrivo così. Nuovi e sorprendenti, e importanti, sono i motivi.

Una stagione ventosa questa. Ma quando c’è il sole il vento rinfresca. E quando è già fresco il vento riporta in alto le foglie cadute. In volo.

E se anche nn ci fosse il vento, credo che in questo momento ci proverei cmq, a volare, e far volare, senza vento.

E nn si tratta di luglio, agosto… estate, autunno… sono altre stagioni quelle di Fabiob in queste righe.

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