Ammetto che queste festività mi portano un po’ di malinconia. Un po’ credo sia normale, un po’ ci metto del mio. Ma bando alle tristezze mi concentro sulle cose belle e lascio il resto a prossimi post (nel caso).
Numero 1: sono diventato per l’ennesima volta zio per procura. Lui è Thomas, figlio di uno di quegli amici che ti porti dietro dalle elementari, quindi l’evento è per me stato ben più che importante. Unico appunto ai genitori… ma proprio un nome da crucco??? Gregorio proprio no eh?…
Numero 2: gli amici sono sempre una sicurezza, anche se alla classica cena only men del 23 eravamo solo in 6. Lavoro e soprattutto prole e donne a casa sono tra le scuse più addotte per le defezioni. Comprensibile, ma non sempre giustificabile. Ma del resto la tendenza a moltiplicarsi come i gremlins in questo periodo ha registrato un nuovo impulso, qui nel comasco… tuttavia anche se gli anni passano, e i partecipanti calano, il livello di idiozia che sviluppiamo insieme è sempre di tutto rispetto
Numero 3: il regalo più bello e un po’ inaspettato è stato, manco a dirlo, un libro: Io sono un gatto, di Natsume Soseki. 500 pagine dove un gatto racconta quanto il genere umano sa essere stupido. A tratti toccante, un po’ malinconico, senza dubbio profondo, e poi scritto e tradotto (dal giapponese) bene: ne ho già divorato un centinaio di pagine.
Numero 4: ho imparato a cucinare le capesante gratinate. Pranzo del 25 coi parenti, in tavola e buona la prima! Bhé, non che fosse proprio difficile, ma del resto in cucina, come nella vita, non c’è niente che non puoi mandare a cu*o, se ti impegni abbastanza
Tanti auguri!
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