Delle cose che si fanno e di quelle che non si fanno

La mia stitichezza da post è stata punita da Google con un meno 1 di PageRank, in compenso le visite al blog sono più che dimezzate. Qualcuno ogni tanto mi scrive per sapere se sono vivo… qualcuno mi incontra e mi ricorda che è un po’ che non aggiorno il blog.

Ebbene sì. Sono vivo e nn aggiorno il blog. Perché? Perché non ho avuto tempo. Ho pensato ad altro. Mi sono chiuso a riflettere. Ho fatto altrove.

Diciamo che ultimamente non ho avuto tempo e voglia di comunicare granché. Ho dovuto fare i conti dentro l’ufficio e fuori. (Riservando la sospensione del giudizio alla terra di mezzo, il pub).

Il lavoro va alla grande, se non fosse che ora comincia a diventare veramente troppo… nuove responsabilità, nuove sfide, nuovi libri… Tra migliaia di libri ho navigato alla scorsa fiera del libro di Francoforte, una trasferta di 3 giorni dovuta, ma che il mio fisico avrebbe volentieri evitato. Poi il mio libercolo su Google, giunto alla vetta di 10000 copie vendute, si è meritato il diritto a una seconda edizione, e via all’aggiornamento nei ritagli di tempo. Quindi un nuovo libro che sto scrivendo da un anno e chissà mai se lo finirò… E poi nuovi progetti e io mi chiedo se non sta andando tutto troppo in fretta, ma alla fine è quello che volevo. Questa è la verità.

Dall’altro lato mi sorprendo a fare i conti con tutto quello che ho lasciato. Con i rapporti spezzati, per causa mia e non solo. Per incomprensioni, leggerezze, sfighe, egoismo. Ho cancellato molti numeri dalla rubrica del mio telefono, perché ormai non avevano più senso, cose antiche e meno antiche, ma fa sempre effetto. Più passa il tempo e più mi convinco che volersi bene, voler bene, anche nel più semplice e stupido e vero dei modi, è difficile e questo mondo non agevola. Io poi, col mio esistere categorico, non agevolo, magari ci sto male ma non agevolo. Sono fatto così. Smadonno ma non mollo. E qualcuno mi vorrebbe anche bene per questo… Però ci sono anche persone nuove all’orizzonte, persone che finalmente incontri e, sì, sei contento che sia successo, e altre che dopo tempo ti scopri ad apprezzare diversamente, in modi sorprendenti. Ed ecco che la rubrica riguadagna numeri, numeri che questa volta hanno un volto. E va bene.

In mezzo a questo il mio tentativo di smettere di fumare (fallito nella terza settimana), la mia voglia che non mi decido a sfogare perché ho bisogno di credere che ne valga la pena che ci sia un po’ di magia, il BMW rigato, la Cambogia di fine anno saltata per abbandono dei partecipanti (e a questo punto credo che mai più sarà).

Mi appresto a dicembre con uno stato d’animo strano, quello di chi sta imparando a trovare l’equilibro sul filo dell’acrobata, con la leggera inquietudine che forse sotto non c’è una rete. E potrebbe pure andarmi bene.

3 commenti

Lascia un Commento

La tua email non sarà mai resa pubblica.I campi obbligatori sono segnalati con un *