La “mia” Cina

Eccomi puntuale con un primo resoconto sul viaggio appena concluso in Cina, tra Pechino e Shangahi. Per questo immenso territorio (solo Pechino conta 13 milioni di abitanti) che nn si può certo capire in 10 giorni (soprattutto da un viaggiatore vecchio e stanco come me… :-P ) ho un aggettivo: strano!

Sì, la Cina è strana, una terra dalle forti contraddizioni, che spiazza, molto più dell’altro Oriente che ho visto…

Colpisce il contrasto tra la vecchia Cina, quella di Mao, e la nuova Cina, quella che si sta aprendo al capitalismo…

Il comunismo, che l’occidentale riesce solo a percepire, senza comprendere realmente, aleggia nell’aria, ma a esso si affianca una tendenza al rinnovamento quasi compulsiva, ossessiva…

Qualche esempio: a Shangahi ci sono torri di 400 e passa metri, da cui è possibile ammirare la città ipertecnologica che si sviluppa a vista d’occhio; scesi ci si sposta di pochi metri e si incontra un venditore di arrosticini (sì, spiedini di agnello fatti alla griglia…) il cui “negozio” è una bicicletta con una griglia sul portapacchi…

Nei vagoni della metropolitana il viaggio è allietato da schermi al plasma; scesi sulla banchina le comunicazioni sono delegate a un funzionario con un piccolo megafono che ricorda (probabilmente) di rimanere dietro la linea gialla, di lasciar scendere i passeggeri prima di salire (inutilmente) e tutte quelle cose che a Milano sono delegate alla filodiffusione… mentre alla chiusura dei vagoni, se pieni fino a scoppiare, si preoccupa di spingere “a spallate” l’ultimo cinese che proprio nn ne vuole sapere di rimanere a terra…

Sul fiume che attraversa la città passano barche con schermi che farebbero invidia al tour dei Rolling Stone, delegati a fare pubblicità ai sanitari di marca Toto che ora sono dotati anche di un getto d’acqua in modo che, fatta la roba grossa, non sia necessario ricorrere al bidè… questo mentre nei quartieri fatiscenti delle città, magari a pochi metri da queste meraviglie della tecnologia, le case nn hanno il bagno e per “certe cose” l’unica è il bagno pubblico dove però nn c’è e nn è consigliabile buttare carta, visto che il sistema fognario è insufficiente e si rischia un drammatico intasamento. Quindi se sei possessore felice e fortunato di carta da c*** usata, l’unica è buttarla in un apposito cestino che qualcuno poi svuoterà…

Sempre parlando dei bagni pubblici, questi spesso sono connotati da un numero di stelle, come i nostri alberghi… mentre in alcuni ristoranti IN (9 euro per una squisita anatra alla pechinese) i frequentatori dei bagni sono accolti da personale il cui scopo è indicare la strada di ingresso, di uscita e porgere uno, o se proprio serve due, fazzolettini di carta per asciugarsi le mani, senza dimenticarsi, nn appena il visitatore ha finito, di illustrare il cestino dedicato a raccogliere la carta… un lusso che lascia imbarazzati, ma che permette anche di cominciare a intuire qualcosa di questo popolo, di quanto è formale e inquadrato da anni di un regime che ha imposto una disciplina a tratti grottesca, almeno ai nostri (miei?) occhi… un popolo dove tutti lavorano, facendo però i lavori più improbabili… controllori della linea gialla del metro, responsabili della carta dei bagni, venditori di arrosticini in bicicletta… e l’elenco potrebbe continuare a lungo, ma per ora mi fermo qui, con un primo set random di immagini di questo strano paese…

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2 commenti

  • che dire: se non fosse che ti sei spudoratemente dimenticato il MIO pensiero… viaggio STRAfico! dalle poche foto sfocate che hai pubblicato sembra un bellissimo RISTORANTE CINESE A CIELO APERTO!!!! veramente bello e sopratutto significativo “don’t step on the ice” (ahahahahah) e impressionante (la grande muraglia con la neve e’ da brivido!)

    Grande teschio, ci vediamo presto.
    dr.@

  • Hai reso bene l’idea del viaggio…
    La mia Cina come è stata??Sicuramente positiva.Meglio Pechino che Shanghai.
    Cosa mi ha colpito di più??Le contraddizioni di questo paese. Dai grattacieli con insegne luminose che parrebbe di essere a New York ai vecchi hutong dietro all’angolo dove ancora molti cinesi vivono in condizioni a dir poco precarie. Dalla cordialità di certi locali alla maleducazione e nervosisimo di molti tassisti!La cosa più bella che ho visto? Tutta la Pechino Imperiale mi è piaciuta tantissimo. Più di tutto forse il Tempio del cielo.Cosa mi è piaciuto di meno?Il villaggio di Qibao a Shanghai.C’erano certi odori da star male.Difficoltà? La mancanza di comunicazione è veramente un grosso problema. Dal cibo alla semplicità di prendere un taxi. A volte ce la cavavamo a gesti ma altre volte ci siamo trovati buttati giù da un taxi perchè non riuscivano a condurci a destinazione. Mi domando come faranno per le Olimpiadi del 2008??!!??
    Comunque sono pronto per ritornare in Cina…prossimo itinerario Pechino e Xian.
    Un saluto ai miei compagni di viaggio…a parte qualche scazzettino (e ci può stare) legato ai diversi ritmi è andato tutto bene!

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