…Passaggi obbligati
31 agosto 2006 by fabiobLe storie non finiscono mai con un secco vaffa, con una porta che si sbatte, a ceffoni…
Tutto questo fa molto effetto, fa molto film di Hollywood, romanzo di successo… “e quella fu l’ultima volta che si guardarono negli occhi”…
Ma nella vita di tutti i giorni, quella vera, è veramente difficile che le cose vadano così, al massimo si smette di parlarsi, ma questo non vuol dire altro se non che… non ci si parla più… ma la storia continua, dentro i due protagonisti.
Sto dicendo che se per innamorarsi basta uno sguardo, a volte non basta una vita per dimenticare un amore. Concetto banale? Forse, ma tante volte si tende a dimenticarlo e questo complica non poco le cose: si crede che basti un vaffa per voltare pagina, ma non è così!
Ci vuole tempo. Bisogna aspettare che il tempo faccia il suo corso, si entra in un limbo dove non si sa bene se si ha una relazione oppure no. Se si ama una persona o un ricordo. Se si ama o si vuole solo bene. Se il vuoto che c’è dentro è paura di un cambiamento imminente, oppure solo mancanza di una persona a cui alla fine ci si è un po’ addomesticati. Se si vuole veramente rompere, se quello che verrà sarà meglio di quello che era.
Tanti dubbi insomma ma che in certi casi sono necessari. Un passaggio obbligato per certe storie il cui sbocco può anche non essere scontato.
C’è infatti chi non sa vivere senza quella scintilla che rende tutto speciale, chi invece non sa vivere da solo e alle passioni preferisce una pacata (e finta?) quotidianità e c’è chi la scintilla l’aveva ma poi l’ha persa, per paura, superficialità, ignoranza, curiosità… e si dibatte sul da farsi…
Se resto sul lido,
se sciolgo le vele,
infido, crudele
mi sento chiamare.
E intanto, confuso
nel dubbio funesto,
non parto, non resto,
ma provo il martìre,
che avrei nel partire,
che avrei nel restare.
E non c’è una scappatoia, quando arriva il momento di qua bisogna passare, senza sapere se alla fine si potrà tornare indietro oppure no, se la strada sarà in salita, come spesso appare all’inizio, o in discesa.
Passaggi obbligati, che fanno paura, ma che aiutano a capire, e capire è sempre il primo passo per prendere il controllo, anche della vita… soprattutto della vita.
Il primo passo: cominciare a chiamare le cose con il loro nome perché
se puoi chiamarlo con il nome giusto, allora puoi farlo correttamente.
(Anonimo)















3 commenti a “…Passaggi obbligati”
Lucaca_zzo il 1 settembre 2006... | Commenta
leggendo questa news sono andato subito a controllare se si trattava di te…
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/08_Agosto/31/suicidioweb.shtml
ora che ho letto il tuo ultimo post, però, penso che potresti essere il prossimo…
[scherzo, sei solo un cavallo innamorato - non si sa di chi, bastardo, non ci racconti mai niente...- a dall'animo sensibile]
FabioB il 1 settembre 2006... | Commenta
in realtà nn è proprio di me che si parla, ma di altre person cine un po’ incasinate che mi danno materia per alimentare il blog…
Silvia (MICSU 2004) il 2 settembre 2006... | Commenta
Che strano, eppure non l’ho detto a nessuno che sono di nuovo single dal 17 luglio….. e che avrei voluto tanto finirla con un “vaffa” e invece sto ancora cercando di capire com’è che una storia che poteva essere meravigliosa sia potuta finire da un momento all’altro nella maniera più cretina possibile… e che a tutt’oggi non mi è stata ancora data la possibilità di dire la mia e di tentare un compromesso, al di là delle parole che facevano pensare il contrario…